mercoledì 22 febbraio 2017

Foto della Famiglia Valenti e Zanoli

Con il nonno Adelmo e nonna Bruna dietro la "bugadera" la lavanderia
Con mia madre alla casa lunga

Ancora qualche fota dall'Asilo Corassori

Sono il 2° da destra con il cavallino in mano




Io, Eros in primo piano. Guidido copertao dalla mia yesta e Mauri Rochetti pensieroso. Ascoltava gia Beethoven
Grande primo piano di Eros. IO! Chissa che pensieri facevo! Mauro Ronchetti di nuca.

lunedì 20 febbraio 2017

Alcune Foto dall'amico Ivan Francia






Ho ricevuto alcune foto bellissime dell'amico Ivan che vi inoltro
Tutti all'Asilo Corassori. Anni 50 circa. L'insegnante è la "signorina" Paola, cosi la chiamavamo. Non un bellissimo ricordo da parte mia.
Qui all'asilo con lo sfondo del Mulino di Costato a Sinistra la Maria, la cuoca, moglie di Zagni che mi faceva il pureè perchè non mangiavo insalata. Sotto con il grembiule nereo la "signorina "!Paola. a Destra la direttrice un po vecchiutta e l'altra cuoca o aiuto cuoca Ivalda vsetita di bianco.In basso a sinistra Cavani Mauro e alla sua sinistra Guidino. Sopra tra le bracia dellas Paola Lello. Io penultimo a destra in alto e sotto di me Ivan con la faccia semicoperta. e poi Milena, Liviana, Luisa ecc.



Grande questa foto. Una delle prime festine in casa di qualcuno che non ricordo. Da sinistra Ivan Francia, Lorena Bavutti, io Eros. In alto Liviana Ferrari, Lello Luppi, non conosco la morettina a cui è appoggiato, Poi a destra Mauro Ronchetti. In basso da sinistra Cavani Mauro, uno che chiamavamo il Biondo e Giordana
 
 
Infine Ivan, un po imbronciato in braccio alla mamma Carmen

mercoledì 1 febbraio 2017

...famiglie di "camarant" che vivevano a Cà d'Picarein

Carissimo Eros, scorrendo il tuo blog, ho trovato la foto della Marcela, la madre di Sergio Cuoghi. La Marcella Ferrari detta Marcela e Giancarlo Cuoghi detto Carlo erano entrambi componenti di famiglie di camarant che vivevano a Cà d'Picarein. La Famiglia Ferrari era detta I Camilèin e i Ferrari erano detti i Belòni. La casa che Sergio (cui ho dato dei "cucchi" quando era piccolo) indica ma non sa di chi sia, è la mia.
At salut
Maria Grazia Malagoli    -    24 gennaio 2017

Come da promessa, ti invio alcune foto. Nella foto "Bruna" è ritratta Bruna Setti, figlia del defunto Dalelmo, che era ritenuta la più bella delle Piccarine.
Nelle foto intitolate "mia madre, mia madre2 e mia madre3", mia Madre Clementina Piccarini funge da modella per la sarta Wilma, anche lei residente a Cà d'Picarein, sarta molto nota per annoverare tra la sua clientela molte donne altolocate. Tra l'altro la Wilma fu forse l'inventrice del pret a porter perchè confezionava abiti che faceva indossare a mia madre per mostrali alla clientela, quando ancora non esistevano cataloghi. La foto classe 1952 parla da sè. La foto festa nel prato si riferisce ad una gnoccata fatta nel prato antistante la casa, cui parteciparono buona parte degli abitanti dei Mulini Nuovi e della Bertola (la bimba ritratta in primo piano sono io). La foto "mia madre e io" è stata scattata nel prato cosiddetto alto, dove oggi si estende la Saima. Aggiungo che le foto della Bruna e di mia madre sono state scattate long al Sradòr, lo stradello che costeggiava il canale Soratore che passava davanti alla casa dei Piccarini e si buttava nel Naviglio all'altezza della casa dei Bezzecchi. Il soratore originava anche la Fosa, un troncone di canale che serviva da irrigatore dei campi nei mesi estivi e serviva anche da piscina per i ragazzi.
At salut


Maria Grazia Malagoli    -   31 gennaio 2017


Bruna Setti, long al Srador, verso la "Bertola"
 
classe '52 - festa sul prato
 
Mia madre, Clementina Piccarini
 
Clementina Piccarini
 
Clementina Piccarini
 
Mia madre ed io sul prato

Una Storia della casa D'Picarein raccontata da Maria Grazia Malagoli

UN PO' DI STORIA FAMILIARE

La Cà d'Picarein venne acquistata, insieme al podere annesso, chiamato podere Fornace, verso il 1880 (dell'anno non sono sicura) dal mio trisnonno Domenico Setti.

La proprietà passò poi al figlio Remigioche sposò Clementa Calderara e generò numersi figli, di cui molti morirono in giovane età e se ne perse la memoria di altri invece si serbava ricordo in famiglia: La primogenita Bianca che si trasferì un Argentina col marito Leone Costa ed ebbe un figlio, Antonio che tornò negli anni Cinquanta per un lungo soggiorno a Ca d'Picarein.

Poi c'era la figlia Bruna che morì molto giovane, lasciando una figlia Iris, che continuò a vivere nella famiglia della madre quando il padre si risposò. Per inciso, il padre ebbe, dalla nuova moglie, un'altra figlia, Imelde, che insieme al marito Zoello diede vita al noto ristorante Zoello dei Settecani che, alla mote dei genitori, continuò a essere condotto dalla figlia Paola.

Ma proseguiamo con la famiglia Setti. Ultima figlia Amedea che sposò Ernesto Martinelli, proprietario, insieme ai due fratelli, dell'omonima azienda produttrice di macchine agricole che aprì uno stabilimento al Gallo; l'embrione della ditta, però, si sviluppò in uno scantinato di Cà d'Picarein.

Tra i maschi: Ferruccio molto molto giovane che aveva fama di essere il cocco della mamma, Luigi che si sposò, lasciando la famiglia, ma tornò per esservi accudito quando, colpito da un ictus che lo lasciò con l'intendere di un bambino, la figlia Carmen migrò in Sudamerica.
Sempre tra i maschi: Dalelmo, che rimase in famiglia anche dopo il matrimonio con Beatrice Maletti, detta Bice, bellissima donna proveniente dal Ponte Alto e lavoratrice della Pelta (quindi paltadora).
Dalelmo morì giovanissimo ed ebbe tre figli, Filippo che morì in fasce, Luciano che diventò un famoso medico e si trasferì a Cento di Ferrara con la moglie Mirta Monari, maestra ed ebbe due figli, Piero e Sivia, anch'essi medici e terza filia Bruna che sposò il veterinario Enrico Pradella.
Altro maschio Renzo, mio nonno, nato nel 1890, sposato con Elide Mazzoli di Albareto ed ebbe una sola figlia Clementina, mia madre. Poi l'ultimo di cui ho memoria e che ho conosciuto, Gino nato nel 1901 che giovanissimo sposò con rito solamente cattolico (allora non esisteva il matrimonio concordatario) ed ebbe una figlia Bruna.
Il matrimonio non venne mai trascritto nei registri comunali per cui la bimba fu riconosciuta come naturale solo più tardi, quando venne ad abitare, senza la madre, nella famiglia paterna. Gino sposò poi in età molto adulta una donna più giovane, Iolanda Oleari che diede alla luce nel gennaio 1948 il figlio Filippo. 

Nel 1952 si giunse alla divisione dei beni tra Renzo, Gino e gli eredi di Dalelmo ai quali spettò un pioppeto sito al di là di un profondo fossato, detto Fosa, A Gino spettò la casa e a mio nonno il podere e parte di Cà d'Picarein e la stalla.
Purtroppo poco dopo venne a mancare Gino e i beni rimasero a Filippo, di cinque anni e unico figlio legittimo. Alla morte di mia madre io ereditai la parte di casa e la stalla e insieme a mio marito provvidi a ristrutturarla, perchè ritengo che chi ha un bene deve provvedere a mantenerlo sano.

Maria Grazia

La Cà D'Picarein

 Ricevo dall'amica Rosanna

Carissimo sig. Valenti, mi scuso del "carissimo" che uso pur non conoscndoLa. Ma il sito che mi ha inviato mio figlio mi ha fatto commuovere e riportato indietro nel tempo e quindi ha risvegliato tanti ricordi.
Mi chiamo Maria Grazia Malagoli, sono nata ai Mulini Nuovi e da cui me ne andai con la famiglia nel 1962 e tornai nel 1972, dopo sposata. A tuttoggi vivo in Strada Attiraglio vicino alla Cà ed Picarèin dove sono nata. Infatti sono discendente diretta di una Piccarini (al secolo Setti).
Avrei molto da raccontare su quella che viene oggi definita "Villa Mulini Nuovo" e che ha ha vissuto vicende molto diverse da quelle raccontate nel documentario Via Emilia. Ma tutti sappiamo che la storia viene molto spesso interpretata in modo diverso da chi l'ha vissuta e da chi invece l'ha sentita raccontare.
E' comunque un cruccio vedere il degrado urbano di un sito che potrebbe essere rivalutato come ambiente rurale. Ma, come diceva Cicerone, "mala tempora currunt". Vedo nel blog che anche Ivana Baraldi e Mirna (credo sia Mirna Ferrarini) hanno inviato foto.
Anch'io, col suo consenso, potrei inviarne e anche scrivere di alcuni personaggi che hanno abitato ai Mulini Nuovi, come Libero il meccanico, la Tina Barozzi con la sua bottega, Eliseo Ferrari detto Lisièt, Tonino Biro (il cognome non lo conosco ma sicuramente Biro l'era un "scutmai), i Seghedoni detti Braghèta. Alcuni dei vecchi abitanti risiedono in zona e frequentano il Circolo Arci dei Mulini Nuovi familiarmente detto Cooperativa. Anch'essi sono depositari di memorie  a volte tristi a volte allegre. Di molte  famiglie che hanno abitato nel borgo ricordo nomi e di alcuni anche le vicende familiari.
Se ritiene che possa essere interessante, La prego di rispondere a questa mail.
La saluto e di nuovo La ringrazio per la Sua iniziativa.
 
Carissima Maria Grazia,
il suo/tuo  aiuto ( diamci del tu) a ricostruire la memoria di questo "tempo" e di questo "mondo" è preziosa e ti ringrazio. Provvedo a pubblicare le informazioni che mi invii con la speranza che anche altri facciano la stessa cosa.
Intanto allego alcune foto della casa D'Picarein ieri e oggi.


Nuove costruzioni vicino alla casa Setti
La Cà' D'Picarein
 

giovedì 19 maggio 2016

L'amica Rosanna Brazzi mi invia altre foto e filmati sui Mulini Nuovi


".....Ciao Eros, ho visto gli aggiornamenti del Tuo sito sui Mulini Nuovi, molto bello ti invio altre foto, che puoi caricare se ne hai voglia :-) 1) area 1960, leggermente diversa da quella ben nota (ma probabilmente fa parte dello stesso "volo") ...." Rosanna
Si molto bella, bisognerebbe trovare il fotografo che le ha fatte
 
Rosanna mi allega anche un limk su un articolo della gazzetta di Modea che parla di casa Setti


Il Mulino di Costato, La Casa Lunga, in altro a destra la Cirenaica dove sono nato e la falegnameria Baroni


inizi 1980 abbattimento case popolari e nuove palazzine (anonime)


1976 copertura del canale Soratore (dietro al mulino)